Elettrosmog

Da diversi decenni, ormai, l’elettrosmog è diventata una realtà con la quale dobbiamo fare i conti  quotidianamente. Questo tipo di inquinamento è del tutto invisibile, ma non per questo meno pericoloso ed è, purtroppo, presente in tutti gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. L'unico modo per conoscere l’entità del rischio che corre la nostra salute in presenza di elettrosmog è costituito dalla misura dei campi elettromagnetici (CEM). Per quanto riguarda i valori limite di esposizione, la normativa italiana impone dei livelli che sono molto cautelativi rispetto alle raccomandazioni dei maggiori scienziati internazionali. Essa, inoltre, pone vincoli più restrittivi per tutelare la popolazione residente rispetto ai lavoratori presenti nei luoghi di lavoro, in quanto cerca di prevenire i danni alla salute che potrebbero manifestarsi a causa di esposizioni durature.

L’esposizione ai campi elettromagnetici può avere diversi effetti sulla salute e sicurezza delle persone. Ci sono, infatti, delle categorie di soggetti particolarmente sensibili, per le quali va prestata particolare attenzione nella valutazione del rischio di esposizione CEM.

Soggetti sensibili

•    soggetti con patologie del sistema nervoso centrale 
•    soggetti con patologie cardiovascolari (anche portatori di pace maker e valvole cardiache)
•    soggetti portatori di corpi metallici (apparecchi per udito, distrattori della colonna vertebrale, protesi metalliche, chiodi, viti)
•    donne in gravidanza

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE AI CAMPI ELETTROMAGNETICI
La valutazione del rischio elettromagnetico è un obbligo previsto dal D.Lgs.81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Entro il prossimo 31 ottobre 2013, il datore di lavoro è tenuto ad adottare le eventuali misure di protezione dal rischio CEM indicate nel documento di valutazione. Non vi sono settori lavorativi immuni al rischio elettromagnetico visto che potrebbe derivare non necessariamente da sorgenti utilizzate nel ciclo produttivo, ma da infrastrutture installate nelle immediate vicinanze dei luoghi di lavoro.

Le seguenti installazioni costituiscono sorgenti di campi elettromagnetici potenzialmente pericolosi:
•    Elettrodotti
•    Cabine elettriche
•    Trasformatori di potenza (sottostazioni elettriche, etc.)
•    Quadri elettrici e linee elettriche con corrente superiore a 100 A
•    Motrici di treni, tram e metropolitane
•    Elettrolisi industriale (zincatura, cromatura, etc.)
•    Macchine per la saldatura dei metalli ad arco o induzione
•    Macchine per la saldatura della plastica
•    Essiccatoi industriali (industria ceramica, etc.)
•    Forni per la cottura e/o sterilizzazione di alimenti a microonde
•    Riscaldamento ad induzione (lavorazione dei metalli, etc.)
•    Stazioni di trasmissione radio-televisiva
•    Ponti radio
•    Microcelle di telefonia mobile installate all’interno dei locali (centri commerciali, etc.)
•    Apparecchi di trasmissione dati wireless con potenza superiore a 20 mW
•    Metal detector
•    Sistemi antitaccheggio
•    Risonanza magnetica
•    Apparecchi elettromedicali per diatermia
•    Apparati per magnetoterapia
•    Apparecchi elettromedicali per radarterapia

Per adempiere agli obblighi dettati dal D.Lgs.81/2008, il datore di lavoro può rivolgersi allo staff di tecnici ed ingegneri  di EMitech srl.

Il  personale EMitech è altamente qualificato per offrire servizi di misurazione dell’esposizione umana a campi elettromagnetici, magnetici ed elettrici, secondo le disposizioni vigenti in materia e con strumenti idonei e di accertata taratura.

La valutazione del rischio CEM, in genere, si articola nelle seguenti fasi:
•    Individuazione e caratterizzazione preliminare delle sorgenti potenzialmente pericolose
•    Indagine dei tempi di esposizione della popolazione residente, delle mansioni dei lavoratori e della eventuale presenza di soggetti sensibili
•    Scelta del sistema di valutazione più adatto (eventuali misure dei campi elettromagnetici direttamente nelle postazioni di lavoro)
•    Determinazione del tipo di misura (banda larga o banda stretta) e strumentazione idonea
•    Comparazione dei risultati con i limiti legislativi vigenti sul territorio
•    Redazione della relazione tecnica di valutazione dei rischi.